11/04/2009
Il lupo vestito da agnello...ovvero come ti rigiro la frittata
Quello che lascia stupiti è la facilità con cui un lupo riesce a travestirsi da agnello sacrificale. Un lupo resta un lupo e viene sempre annusato e riconosciuto dalle bestie sue simili. Quello che lascia stupiti è la faciloneria con cui si decantano le virtù del lupo. Internet è un mondo strano. Più strano del mondo reale. Chi non riesce ad accettare la realtà, quasi sempre si rifugia sul web. E’ capitato a me, capita a tanti ed è inutile nascondersi, negandolo e trovando alibi. Sono giorni di tragedia, sono giorni in cui il dolore passa dalla tv alla testa. Giorni in cui la natura, unita all’incuria del genere umano, urla la sua bestialità. Sono giorni in cui il dolore lascia il cervello vuoto. In questi giorni bisognerebbe scoprire il senso della vita. In questi momenti sarebbe opportuno che i lupi tacessero. Il pianto delle persone che hanno appena seppellito i propri cari lacera il silenzio della stanza. Scrivo di queste cose e un senso di nausea mi assale. Sento l’inutilità delle parole. Ci sono momenti in cui tacere sarebbe un dovere. Ma non si può. Tutto passa in seconda linea quando l’ego emerge. Esistono uomini e donne che dopo essersi lavato la bocca con le belle parole, dopo aver giudicato e condannato scrittori, padri e madri, si convincono di essere al centro del mondo, di essere infallibili, di essere “verbo” e perdono ogni freno inibitore. Si leggono ovunque e dovunque. In ogni singola parola o post o commento, si convincono di essere perseguitati e perseguitano. Un vortice senza senso e senza fine. Sono anni che sporadicamente mi affaccio sul web, sono anni che la nausea per un mondo a cui non sento più di appartenere mi stringe la gola, e ogni volta, ogni volta c’è qualcuno che litiga e quel qualcuno è sempre la stessa. Basta poco per essere oggetto delle sue “critiche” e delle sue persecuzioni, un commento non capito, una frase che non è come lei vorrebbe, e scattano i chiarimenti, i bacchettamenti. Si è autoinvestita di una carica. E’ la padrona di myblog. Si è suoi amici o nemici. Non ci sono vie di mezzo. Non esistono zone grigie. Chi è con lei la pensa come lei, parla come lei, condivide e suoi amici e soprattutto le dà sempre ragione. Chi osa non pensare come lei, chi osa esprimere la sua opinione, chi osa contraddirla diventa “molestatore”, sinistroide, o peggio “stupratore”. Perché poi a quel punto lo stupratore non ha più nazionalità. Tempo fa, per questa persona Roberto Saviano si era arricchito parlando di camorra, dopo “che tempo che fa”, è diventato eroe nazionale, eppure è sempre lo stesso Saviano. Potenza dei media. Ormai myblog è diviso in fazioni, pro e contro. Il gruppo di chi è con lei e il gruppo che è contro di lei. Una cosa molto strana. Due sue care amiche, non hanno mai tempo per il web, ma guarda caso appena il sentore di una lite compare all’orizzonte entrambe hanno tempo. Eppure affermano a gran voce di non raccogliere provocazioni, di essere fuori dal giro. Strano, molto strano. La stessa accusa può , giustamente essere rivolta a me. Sarebbe, anzi è giusto. Non ci sono mai, ma se un amico mi chiama corro. Sempre. Nel blog come nella vita. Chi mi conosce sa che è così. Chi scrive di persecuzioni non sa cosa sia. Chi era con me anni fa in questo posto sa cosa ho subito per colpa di un essere che evito anche di nominare. Alcuni ne hanno fatto le spese in prima persona. Un solo piccolo errore ho commesso in giro per questi lidi e l’ho pagato con la nausea del web. Per cui non parlatemi di persecuzioni. Se avete il coraggio di denunciare fatelo, se avete gli attributi per far seguire i fatti alla parole fatelo. Ricordate però che diffondere dati sensibili senza il consenso è reato. Come è reato diffondere false notizie. State rovinando una reputazione. Attenzione potreste ritrovarvi a pagare un risarcimento danni. Parlateci sul serio con un avvocato. Ed ora sia dia inizio alle danze. Buona Pasqua
Halya
15:15
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11/07/2008
Voglio credere
Voglio credere, voglio credere che in questa vita fatta di solitudine, in questa vita fatta di germogli senza padre, si rifletta un sogno, quello di guardarti mentre osservi i miei occhi. Voglio credere che in questa vita fatta di orme impresse sulla sabbia, la tua orma sia quella del sogno. Vorrei scriverti quanta sia fragile la nostra paura, la nostra voglia d’esser sinceri, il nostro desiderio di inseguire una nuvola per sempre … Vedo invece una cascata di gelo uscire dalla tua furia. Un uomo trascina lento il suo corpo fin dentro la sua tana, si nasconde, scappa dalle proprie ombre che inesorabili gli offuscano la mente. Penso che mi manchi. Mi manchi mentre penso alle parole che mai pronuncerai per me, mi manchi nei piccoli ciuffi di pioggia che bisbigliano come coriandoli di poesia. Mi mancano le tue parole pronunciate nel vento. Mi mancano le tue mani che giocano nell’aria descrivendo piccoli sogni senza toccarmi. Un po' per gioco, un po' per la sacralità di una croce di pietra che sovrasta i miei giorni, un po' per odio verso l'apatia umana, nascondo le mie parole. Pensieri distorti, offuscati dalla realtà, accarezzano la mia mente. Gelide lame che fra dolore e piacere, tagliano le mie carni in fragili filamenti rossi che vibrano senza cielo.
23:02
Scritto da : halya@v
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05/07/2008
Adesso che
Niente paura io non ci sono per voi , collezionisti di maschere di gesso, io colleziono sguardi di occhi che tutto sanno cogliere a priori, ho bruciato le mie facce finte perché ero stanca dei mutamenti. Anche la mia voce tace , persa in qualche ricordo a occhi chiusi. Non sovrappongo le mie parole alle vostre. Porto nel cuore l’ignoto che sempre saprà indicarmi la luce. Non mi lascerò consumare nella dignità carnivora che trae vita da altra vita. Lascerò l'abisso scivolare nella notte adombrata di misteri, non resterò più per ore a osservare il cielo addobbato di stelle mentre l’eternità scivola fra le mie dita. Attenderò a occhi chiusi un frammento di percezione che accelererà e gonfierà le mie arterie. Finalmente guarderò allo splendore del raggio caldo dipanarsi nella luce candida. Non voglio più aspettare, non voglio più credere. Sento una melodia attraversare le parole di fuoco e scioglierle in cenere. E se il vuoto ha devastato come un mare nero, io, metterò le ali e volerò e dimenticherò. Diventerò terra ferma ad un passo dall'universo. E finalmente darò il benvenuto alla primavera dei fiori amoreggianti.

